Psico in the house

Lo psicologo a casa tua

cosa significa?

Quando, qualche anno fa, ho deciso che fosse giunto per me il momento di cominciare a esercitare come psicologa, l’idea di farlo a domicilio ha cominciato a occupare i miei pensieri.

Ho scelto di diventare psicologa per occuparmi del benessere della persona in ogni sua forma, e mi ha sempre solleticato l’idea di rendere la figura dello psicologo accessibile a quanta più gente possibile.

La scelta domiciliare lo permette, lo psicologo è raggiungibile a tutta una serie di persone che, per i motivi più diversi, sono impossibilitati a recarsi in studio, vuoi per problemi di salute, o motivi logistici.

Inoltre la mia impressione è che aiuti a sdrammatizzarne l’incontro con quanti vedono questa figura con una certa dose di imbarazzo, soggezione o diffidenza.

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Sono infatti ancora molti i pregiudizi che circondano la professione e chi vi si rivolge, e questo nonostante i diversi ordini regionali abbiamo attivato negli anni, tutta una serie di progetti volti a renderne la figura familiare al pari di un qualsiasi specialista del campo della salute.

Perchè in definitiva è di questo che si occupa uno psicologo, della promozione del benessere e della prevenzione del disagio psichico.

Un benessere che interessa i diversi aspetti della vita di ciascuna persona, anche a seconda del tipo di formazione e interessi del professionista di turno.

Domiciliare gli incontri a casa del paziente, se indubbiamente smonta in toto il classico setting dell’incontro terapeutico, offre il vantaggio di un accesso unico alle dinamiche ambientali nella casa del paziente, e questo risulta particolarmente utile in alcuni casi (consulenze/strategie di gestione dei figli,  ad esempio).

E’ nella natura degli accadimenti umani imbattersi e vivere situazioni di malessere, esperienze dolorose, complicate, su cui sentiamo di non aver il controllo necessario per gestirle al meglio.

C’è chi temporeggia, affidandosi al tempo come alleato, chi conta sulla disponibilità di un amico, chi si confida e sfoga con persone vicine di cui si fida, chi imputa chiunque responsabile di ciò che vive, chi si vergogna e non ne parla con nessuno nel timore di essere giudicato, chi, sull’onda di un orgoglio personale, punta tutto sulle proprie forze, rischiando, in caso d’insuccesso, quantomeno un rovinoso crollo della propria autostima.

Senza parlare delle ripercussioni che tutto questo può avere sulle relazioni di ciascuno.

Lo psicologo differisce da queste figure semplicemente per la sua formazione.

Ha acquisito con lo studio, la formazione, l’esperienza, la capacità di accogliere e comprendere la sofferenza, il disagio, di sospendere il giudizio e ha fatto suoi gli strumenti per gestirli, e le tecniche per aiutare chi vi si rivolge ad avere la consapevolezza dei propri vissuti, delle proprie potenzialità e risorse per far fronte alla situazione.

Al bando quindi i pregiudizi!

Cosa c’è di più sano di accorgersi di non stare bene, individuare un malessere, e chiedere aiuto per porvi rimedio?

Molti temono di dover andare a scavare nei ricordi più lontani, stravolgimenti totali della loro vita, d’ intraprendere percorsi lunghissimi…beh, non è così.

Esistono terapie brevi, situazioni dove non è necessario addentrarsi nel passato , ma in cui ci si focalizza sul qui e ora.

Nell’immaginario collettivo, ci si stende su un lettino e si parla della propria infanzia, si raccontano sogni…ma queste sono particolarità appartenenti a una specifica pratica psicoterapeutica, la famosa psicoanalisi.

In realtà la psicologia, si compone di diversi orientamenti, a seconda del modo che si danno per leggere i fenomeni umani…ce n’è per tutti i gusti!

E come per la maggior parte delle cose, spesso basta cominciare per sentirsi meglio, perchè capire di prendersi cura di sé è sicuramente un gesto d’amore verso noi stessi che ci fa stare bene.

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